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I “Piccoli Maestri” alla Leonardo da Vinci. Laboratorio di lettura con la scrittrice Rossella Milone.

Di Lucrezia Pantaleo, 1E

 

Il giorno 13 dicembre 2012 tutte le classi Prime della scuola si sono recate in auditorium per incontrare la scrittrice Rossella Milone che ci ha parlato dell’Isola del tesoro, famoso romanzo per ragazzi di Robert Louis Stevenson.

Rossella è nata a Napoli nel 1979, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato La memoria dei vivi, Nella pancia, sulla schiena, tra le mani, Prendetevi cura della bambine. Scrive per il teatro, per il quotidiano Il Mattino e per la rivista L’indice dei libri del mese. Lavora dal 2001 con scuole pubbliche, librerie e associazioni di diverso genere, proponendo progetti per la promozione della lettura e della scrittura. Fa parte del collettivo che organizza Un’Altra Galassia, la festa del libro di Napoli.

E’ venuta nella nostra scuola gratuitamente con il progetto “I piccoli maestri”, dove scrittori moderni portano nelle scuole grandi romanzi per ragazzi per amore della lettura.

Rossella ha iniziato dicendo facendoci notare che quello dello scrittore è un lavoro vero e proprio, con orari e stipendio, che richiede impegno ma dà anche grandi soddisfazioni. Capire come lavorava un grande scrittore del passato è sempre una grande lezione. Poi ha chiesto chi di noi aveva letto l’Isola del tesoro e sono rimasta un po’ sorpresa vedendo che ero l’unica ad aver alzato la mano.

Ci ha detto che il libro fa diventare anche il lettore un creatore e questa “magia” si chiama fantasia, definita dalla scrittrice Rosa Montero “la pazza di casa”: l’ispirazione viene con l’allenamento della fantasia. E’ successo così anche a Stevenson. Egli infatti, vedendo un disegno del figlio adottivo Lloyd raffigurante la mappa di un’isola ed aiutandolo ad inventare per gioco nomi di luoghi e punti di riferimento, riesce a trovare l’ispirazione per il suo celebre romanzo e crea un mondo fantastico che sembra reale. In questa sua creazione, l’autore non parla di un ragazzo, ma si mette nei panni di un ragazzo.

Il protagonista, infatti, è un dodicenne di nome Jim Hawkins che intraprende un’avventura molto coraggiosa insieme ai pirati alla scoperta del mondo degli adulti; incontra persone come Long John Silver, il cuoco di bordo dall’aria gentile che poi si scopre essere interessato ad avere tutto il bottino.

Insieme alla scrittrice abbiamo parlato molto del pirata e di come si presenta (avventuroso, con la gamba finta etc.).

Abbiamo continuato con un laboratorio di scrittura. A partire dall’incipit “Conoscevo un pirata di nome …” dovevamo immaginare il “nostro amico” pirata. Il nome era libero perché solo noi conosciamo la nostra fantasia e la scrittura è come una fiamma di una candela che piano piano illumina una stanza vuota. Rossella ci ha dato cinque minuti di tempo e ci ha dato tre consigli per stimolare la “pazza di casa”:

1. Non staccare mai la panna dal foglio;

2.Non si rilegge lo scritto;

3.Non si cancella.

Terminati i cinque minuti sono stati letti i testi di Alessandra, una ragazza della I D ed il mio; ci è stato richiesto di continuare il racconto. Prima di ritornare in classe ho voluto fare alcune domande a Rossella.

-Da quando è nata la sua passione per la scrittura?”

Rossella –Già da bambina, anche se non credevo di diventare una professionista.–

-Qual è il romanzo che ha scritto di cui è rimasta più soddisfatta e da cosa le è venuta l’ispirazione?

Rossella -“Di sicuro è Nella pancia, sulla schiena, tra le mani. L’ispirazione è venuta da alcuni balletti di danza classica.”-

Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Gennaio 2013 15:09
 

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